Perché val sempre la pena di porci delle domande.

Fatevi molte domande. Vi state chiedendo perché?

Perché non c’è niente di meglio che porsi una domanda, per scoprire qualcosa che potremmo ritenere interessante, e magari usare per noi stessi, per rendere la nostra vita più…(serena, realizzata, interessante, ognuno ci metta l’aggettivo che preferisce, secondo il proprio temperamento).

A volte le domande fanno soffrire, vero? In realtà non é proprio così che vanno le cose. E’ la sofferenza, comunque si manifesti, che proviamo, a farci porre delle domande. Questo è, peraltro, un ottimo meccanismo di funzionamento di cui disponiamo. È volto alla risoluzione di ciò che non funziona: la sofferenza è un segnale.

Ci illudiamo spesso che non farci alcuna domanda ci aiuti a non ‘aprire vasi di Pandora’, ed a stare meglio, e certo per un po’ può anche funzionare, ma qual è il motivo? Semplicemente, che non ascoltiamo quello che proviamo. Facciamo finta di non sentire. L’anestesia autoindotta può effettivamente funzionare per un po’, ma prima o poi il tappo cede. Usiamo una metafora: immaginiamo di avere un dente dolente, e trovare un modo per quietare il dolore, senza andare dal dentista. Cosa succederà a lungo andare?

Farsi domande, non dimentichiamolo, deriva anche da emozioni più gradevoli. Perché mi sento così bene ora? Perché sono commossa? Cosa sta accadendo in questo momento per cui mi sento in tal modo? …e cosa posso fare, di conseguenza, per sentirmi così più spesso?

In ogni caso, qualunque sia l’emozione che ci spinge a porci un interrogativo, vale sempre la pena di ascoltare, e andare alla scoperta.

Quando andate da uno psicoterapeuta, spesso vi aspettate una risposta. Il terapeuta, invece, vi farà diverse domande. E lo farà per capire davvero quale sia, o più spesso quali siano, le vostre domande. A partire da quello che provate e che vi porta in quella stanza, in quel momento. Se fossero domande facili, dopotutto, non sareste lì. La risposta la scoprirete voi, con la guida del terapeuta, che userà, certamente, tecniche terapeutiche per aiutarvi. 

In terapia, quello che conta è il percorso, non la destinazione. Per meglio comprendere: un buon percorso, vissuto pienamente e serenamente, attraverso momenti felici ed avversi, costituisce già un ottimo obiettivo. Quando vi accorgete che state percorrendo la vostra strada, scegliendo dove mettere i piedi, godendovi il cammino e superando con il dovuto impegno gli ostacoli, la terapia ha dato i suoi frutti.

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