L’importante è la salute (sei depresso? Tirati su!)

Quant’è vero. La prima necessità che abbiamo è di stare bene. Se il nostro corpo è in salute, noi stiamo bene. Ottimo.

Chiediamoci cosa sia la salute. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità lo stato di salute è ‘un completo stato di benessere fisiologico, psicologico e sociale’.

Negli ultimi due anni della mia specializzazione ho fatto una bella esperienza presso un reparto di riabilitazione cardiologica che prevedeva un percorso presso un servizio di psicologia ospedaliera, rivolto ai pazienti ed i familiari. Il motivo è che alcuni aspetti riferiti sia al tipo di personalità, che ad un certo tipo di vissuti se non sintomi, costituiscono fattori di rischio per eventuali recidive, assieme ad alcuni comportamenti, per modificare i quali può essere molto utile un percorso di sostegno psicologico.
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Psicologia Perinatale: le incredibili competenze che porta alla luce la nascita.

Cos’è la psicologia perinatale? E’ un recente ramo di studio della psicologia, che si occupa della nascita e della primissima infanzia, prendendo in esame il benessere psicofisico di mamma e bambino in questo delicato periodo, e tutelando e favorendo l’acquisizione delle competenze genitoriali.

Si parla del benessere di mamma e bambino, perché il loro benessere va di pari passo. La gravidanza è una condizione di totale simbiosi; con la nascita, inizia una lenta e graduale separazione del bambino dalla mamma. Sottolineo le parole ‘lenta’ e ‘graduale’, perché in esse si cela il segreto che rende mamma e neonato sereni e sani. Leggi tutto “Psicologia Perinatale: le incredibili competenze che porta alla luce la nascita.”

Copioni

Il copione è un concetto introdotto da Eric Berne e sviluppato nel corso della sua opera. Possiamo considerarlo un ‘piano di vita’, sviluppato a partire dalle esperienze infantili (il protocollo), con il fine di riviverle nel presente, adattando quindi la vicenda iniziale alla realtà quotidiana.

Di fatto il copione, proprio come nel teatro, ‘prescrive’ mosse, battute, stati emotivi, ed ha il fine di continuare a prescriverle nelle diverse situazioni e con le diverse persone che incontriamo.

Berne, in ‘Ciao e poi’, scrive: Ogni individuo decide nella sua prima infanzia la propria vita e la propria morte, e quel programma che si porterà dentro ovunque vada … lo chiameremo il suo copione. Gli aspetti meno rilevanti del suo comportamento riuscirà a deciderli in modo autonomo con la ragione, ma le decisioni fondamentali sono già state determinate ….. Può non essere ciò che vuole, ma è ciò che vuole che sia.

Potremmo chiederci quale sia la finalità ‘adattiva’ nel costruire la propria vita in questo modo. Ebbene, il fine è ‘rimediare’ ai piccoli o grandi traumi che l’hanno plasmato, con l’idea di rimettere in atto ‘la scena’ più e più volte fino ad incappare nella buona riuscita finale.

Possiamo facilmente intuire quanto sia improbabile che ciò accada, data la rigidità che il copione impone, rigidità peraltro dovuta ad un regista bambino, non in grado di fare scelte realmente risolutive. Un bambino che spera di redimere i genitori o chi per essi, ottenendone finalmente quanto ha tanto desiderato.

Tutta l’opera di Berne è importante per lo sviluppo del costrutto teorico ed operativo di copione, ma in particolare ‘Ciao ! E poi…?’, Bompiani. Una buona spiegazione, a mio avviso, si trova nel piccolo volume di Fabio Ricardi, ‘L’analisi transazionale: il sé e l’altro’, Xenia Editrice.

Vivere d’amore o morire d’amore

Ho letto di recente un romanzo di Taichi Yamada, ‘Estranei’; il romanzo mi è piaciuto, e mi sono piaciuti, da terapeuta, alcuni aspetti della storia che rappresentano un’interessante trasposizione di qualcosa che può accadere davvero nella psiche, e che può avere conseguenze anche tragiche – proprio come nel romanzo.

Il protagonista, orfano dall’età di 12 anni, fresco di divorzio, fa un giro nel quartiere in cui è cresciuto, e si imbatte, incredibilmente, nei suoi genitori, così com’erano prima di morire e dunque più giovani di lui. Seppur spaventato ed attonito, il protagonista è talmente pieno di gioia per la possibilità di avere ancora i suoi genitori che continua ad andarli a trovare, senza tuttavia rendersi conto, almeno inizialmente, che sta letteralmente deperendo: diviene sempre più magro ed ossuto. Arriva a comprendere che se non si separerà da loro finirà per morire, se invece se ne separerà loro svaniranno, tornando nel regno dei morti, perché loro sono ‘lì’, sono reali, solo per lui. Leggi tutto “Vivere d’amore o morire d’amore”

Decisioni, cambiamento e potere personale

Come esseri umani operiamo continue scelte. Alcune di queste sono fondamentali per l’andamento di tutta la nostra vita, ma noi non ne siamo consapevoli. Potremmo dire che sono scelte inconsce, ma preferisco esprimermi in termini di consapevolezza.

Prima di una certa età non abbiamo ricordi, come tutti sanno, quantomeno non abbiamo ricordi consapevoli, rievocabili come evento od episodio. Di converso tutti gli eventi di rilievo e tutte le abitudini nei quali incorriamo nei primi anni di vita lasciano tracce importanti e fondamentali, che influiscono in modo consistente nella vita quotidiana e nella nostra progettualità.

La cosa difficile da credere e concettualizzare è che nella nostra primissima infanzia noi già facciamo delle scelte, nel senso che prendiamo delle decisioni. Leggi tutto “Decisioni, cambiamento e potere personale”

Obiettivi educativi: i bambini di oggi, e gli adulti di domani

E’ bravo il tuo bambino?

Ne deve saper fare di cose, un neonato. Se non le sa fare, non c’è problema: basta abituarlo. Se si sveglia, gli insegni a dormire; se mangia troppo, gli insegni ad aspettare. Se vuole stare sempre in braccio, gli insegni a stare giù. e vedrai come diventerà bravo. Ti faranno tutti i complimenti.

E’ bello andarsene in giro con questo angioletto nella carrozzina, addormentato, che piange quasi mai, sicché la casa è in ordine e la mamma è così curata.

Riassumendo, il mio bambino deve saper aspettare, anche se ha fame, deve dormire da solo, anche se nulla sa del significato di quel che gli accade, deve starsene buono senza di me, anche se fino a un mese fa viveva dentro di me. In sostanza, deve fare quello che voglio io.

Ora chiediamoci: cosa voglio insegnare a mio figlio, che formi la sua personalità e gli sia utile domani? Leggi tutto “Obiettivi educativi: i bambini di oggi, e gli adulti di domani”

Stress da esami?

  • Sei all’università e fai fatica ad andare avanti.
  • Non sai se hai fatto la scelta giusta.
  • Non riesci a presentarti agli esami.
  • Vai così tanto in ansia in sede di esame, che non lo superi anche quando sei preparato.

Vuoi risolvere il problema una volta per tutte?

La mia proposta per gli studenti è un pacchetto di 3 colloqui ad una tariffa agevolatissima.  Troviamo assieme la causa delle tue difficoltà, ed il possibile modo per risolverle. Poi valuterai, senza alcun impegno, se fare un percorso di terapia , o se le risposte che hai trovato sono per te sufficienti.

Chiamami. Vai avanti per la tua strada, qualunque essa sia. Leggi tutto “Stress da esami?”

Voglio che mio figlio si voglia bene

C’è qualche genitore che non lo vuole? In realtà, qualcuno c’è. Ad esempio, quei genitori che pensano che se il figlio si coccola troppo, non combinerà niente nella vita. Oppure i genitori schiettamente maltrattanti (mi riferisco a gente che non dà da mangiare, picchia, non cura i figli malati, insomma a situazioni davvero limite). Immagino che sia poco probabile qualcuno in queste due macro categorie capiti qui a leggere.

Io sono una madre, e questa è una delle cose che desidero di più per le mie figlie: che vogliano bene a se stesse, insomma che abbiano una buona autostima. Sono anche un genitore con forte tendenza all’autocritica (denotante bassa autostima? Dipende), e leggo testi di educazione o puericultura. Uno dei libri che ho sentito più spesso nominare è ‘Amarli senza sé e senza ma, di Alfie Kohn.

Il libro è una lettura difficile a tutti i livelli, esprimendo concetti difficilissimi da digerire nella cultura educativa prevalente. Infatti leggo qualche capitolo, lo metto da parte, poi lo riprendo.

Quello che mi interessa ora è proprio il modo in cui collega l’amore incondizionato all’autostima. Leggi tutto “Voglio che mio figlio si voglia bene”