Vivere d’amore o morire d’amore

Ho letto di recente un romanzo di Taichi Yamada, ‘Estranei’; il romanzo mi è piaciuto, e mi sono piaciuti, da terapeuta, alcuni aspetti della storia che rappresentano un’interessante trasposizione di qualcosa che può accadere davvero nella psiche, e che può avere conseguenze anche tragiche – proprio come nel romanzo.

Il protagonista, orfano dall’età di 12 anni, fresco di divorzio, fa un giro nel quartiere in cui è cresciuto, e si imbatte, incredibilmente, nei suoi genitori, così com’erano prima di morire e dunque più giovani di lui. Seppur spaventato ed attonito, il protagonista è talmente pieno di gioia per la possibilità di avere ancora i suoi genitori che continua ad andarli a trovare, senza tuttavia rendersi conto, almeno inizialmente, che sta letteralmente deperendo: diviene sempre più magro ed ossuto. Arriva a comprendere che se non si separerà da loro finirà per morire, se invece se ne separerà loro svaniranno, tornando nel regno dei morti, perché loro sono ‘lì’, sono reali, solo per lui.

E’ molto commovente quanto lui pensa inizialmente, ossia che se il prezzo da pagare per godere ancora del loro amore è morire, beh allora ne vale la pena. Il protagonista ritorna a sentirsi un dodicenne, che può finalmente avere quanto non ha avuto allora. Chi decide è un bambino bisognoso, bisognoso di avere qualcosa di cui è stato ingiustamente privato: l’amore. Vi sembra banale? Non lo è.

Se è vero, e lo è, che per crescere bene serve essere amati e riconosciuti, come per crescere fisicamente sani serve una dieta bilanciata, possiamo immaginarci cosa significhi essere improvvisamente privati dell’amore dei genitori. In questo caso, perché muoiono. Il protagonista morirebbe piuttosto che rinunciarvi di nuovo, almeno in un primo momento, nel quale prende il sopravvento il suo Stato dell’Io Bambino con i suoi bisogni insoddisfatti.

Ora però pensiamo a cosa accada a quelle persone che crescono con poco amore, per una varietà di motivi. Ad esempio, pensiamo ad una coppia di genitori convinti che debbano a tutti i costi crescere un figlio con determinate caratteristiche, ed immaginiamo cosa farà il figlio qualora non fossero proprio quelle le caratteristiche prevalenti nella sua personalità in crescita. L’amore di questi genitori può incanalarsi in una regola aurea, volta ad istruire il bambino per la vita. Se sono convinto che la buona riuscita di mio figlio nella vita dipenda dal suo essere, ad esempio, determinato e vincente, allora farò di tutto per farlo diventare così. se sarà necessario comunicargli incessantemente che lo amo quando lui è vincente, lo farò. Punto.

La lettura dall’altra parte è non solo ‘mi vogliono bene quando vinco’, ma anche ‘non mi vogliono bene quando perdo’. Quanto peso avranno le reali propensioni di quel bambino, piccola persona con tutte le sue caratteristiche? Che cosa sceglierà, diventare quello che realmente è, o lasciar svanire quelle parti di sé per non rinunciare all’amore di mamma e papà?

Ma forse penserete non sia una cosa così tragica. In realtà lo è, e segna la differenza tra soddisfazione e insoddisfazione. Se volessimo alzare la posta tuttavia, potremmo pensare a quei genitori che dimostrano amore ed attenzione ai figli solo quando sono malati. O solo quando sono tristi. O quando ‘fanno i matti’. Funziona allo stesso modo.

E’ abbastanza tragico?

Questo è il modo in cui scriviamo, senza esserne minimamente consapevoli, il nostro copione, un concetto caro all’analisi transazionale. Quali sono le caratteristiche di vita secondo copione? Il finale già scritto, la limitatissima gamma di scelte consentite, ma anche una limitata gamma di emozioni consentite, perlopiù. Una vita passata ad accontentare aspettative di origine remota, aspettative di cui, spesso, nessuno è stato consapevole.

In un altro articolo ho parlato delle scelte, di quelle che si fanno quando non si hanno in realtà le risorse per scegliere diversamente, ed eccone qua alcune davvero pesanti. Ho parlato anche della possibilità di ri-decidere, un lavoro che si fa in psicoterapia e che fa la differenza nella vita di una persona, al contempo conferendo a chi ri-decide la sensazione di avere, finalmente, potere sul corso della propria esistenza. Il protagonista del romanzo farà alcune scelte, che ovviamente non svelerò; per tornare tuttavia alla storia e rendervi onore,  preciso che non ho detto tutto, ho raccontato solo le premesse, perciò leggetelo aspettandovi serenamente qualche sorpresa.

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