Perché posso sempre stare meglio.
Perché posso sempre stare meglio.

Terapia individuale e di coppia

Photo by Priscilla Du Preez on Unsplash

Terapia individuale e terapia di coppia: o l’una, o l’altra!
Argomento sul quale di recente ho risposto frequentemente. Molte persone mi chiedono se io possa fare loro terapia individuale e di coppia. Si può fare?

Io non lo faccio. Invito chi inizia a fare una terapia individuale, e poi sente il desiderio di intraprendere un percorso di coppia, a rivolgersi ad un* colleg*.
Qual è il motivo? I motivi principali sono due:
l’alleanza terapeutica, e la natura stessa della terapia di coppia.

  1. L’alleanza terapeutica fa sì che io mi allei con una persona per condurla a star bene. Questo significa che empatizzero’ con la persona rispetto a come vive le sue relazioni significative, aiutandol*, laddove necessario, ad individuare un equilibrio più funzionale.
    Attenzione, questo non significa sostenere indiscriminatamente la persona (non gli/le sarebbe di alcun aiuto), ma ‘mettermi nelle sue scarpe’, per comprenderne bisogni, sentimenti, motivi delle difficoltà.
  2. La natura stessa della coppia. La coppia non è semplicemente formata da un io+te, ma è un nuovo piccolo mondo con equilibri unici ed importantissimi per il benessere di chi vi fa parte. Il terapeuta deve essere neutrale, perché la terapia di coppia richiede l’alleanza terapeutica con la coppia.
    Se fino alla settimana scorsa ho empatizzato con una delle due persone  coinvolte, non mi sarà più naturale, né possibile, stabilire una buona alleanza con la coppia, nella quale non prendere parte con l’un* o l’altr* – in effetti, ho già preso le parti in passato, stabilendo una relazione empatica con la persona che già seguivo, e – per fortuna – una relazione non si cancella con un colpo di spugna.

Riporto un passo di Irvin Yalom, tratto da ‘Il dono della terapia’, che parla proprio di questo:

Vi consiglio…di non trasformare la seduta in un incontro di coppia. Quando la vostra lealtà primaria è nei confronti di un solo membro della coppia, con cui avete un impegno terapeutico, non siete voi a dover curare entrambi i coomponenti. Se tentate una terapia di coppia con un carico di informazioni confidenziali ottenute da un solo membro della coppia, sarete presto coinvolti in un comportamento dissimulatore e falsato. La terapia di coppia funziona se viene fatta da un terapeuta la cui lealtà è uguale nei confronti di entrambi i partner.

Nell’intraprendere una consulenza, od un percorso terapeutico, con la coppia, il terapeuta lavora per aiutare la coppia stessa (e di conseguenza chi ne fa parte) ad individuare equilibri più funzionali, o talvolta ad intraprendere la difficile strada della separazione; è bene ribadire, infatti, che la terapia di coppia talora può evidenziare anche la necessità di sciogliere il legame, nel modo migliore possibile, pur nella sofferenza che tale strada comporta.

Proviamo ad immaginare di iniziare una consulenza di coppia, rendendoci conto che il terapeuta sa già tutto dell’altr*, mentre di noi conosce da lungo tempo l’immagine portatagli in terapia da lui/lei. Entrambe le persone meritano di lasciare la propria impronta nel percorso, senza che essa debba in qualche modo adattarsi, o sostituire, un’altra impronta già bell’e pronta.

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