‘Non riesco a sentire niente’

Vi è mai capitato di non sentire alcunché quando accadono eventi che vi aspettereste smuovere molte emozioni dentro di voi? E’ piuttosto sconcertante, vero? Di solito ci si preoccupa di non provare emozioni troppo intense, che in qualche modo influiscono sulla nostra routine quotidiana; in questo caso invece è l’assenza di una reazione emotiva a farci porre delle domande.

Perché una reazione, o meglio una mancata reazione, così inattesa? Mi vengono in mente almeno due possibili risposte.

Prima possibilità: ho fatto una scelta, relativa a qualcosa che ho sempre pensato fosse importante per me, di conseguenza mi attendevo di essere molto felice, o molto triste, ma non è così. Indagando un po’, posso chiedermi se davvero quest’aspetto della mia vita sia così importante, o piuttosto se io ero convinta lo fosse, ma in realtà non è così.

Immagino molto lettori stiamo pensando di non aver mai fatto un’esperienza simile, e magari è vero, ma mi viene in mente un esempio piuttosto comune: l’interruzione di una relazione, che abbiamo sempre considerato molto importante, ma scopriamo ora non esserlo stata. Lo scopriamo proprio nel nostro scarso coinvolgimento emotivo. Per alcuni è facile dire ‘meglio così!’ e lasciare tutto alle spalle, ma per altri è scioccante scoprire di aver investito tempo ed energia in una storia di cui ci importava così poco.

Una seconda possibilità è che abbiamo inconsapevolmente scelto, durante la nostra crescita, di isolare affettivamente un certo di tipo di evento, o situazione. Se l’abbiamo fatto, è sicuramente stato per proteggerci da una sofferenza molto grande: per evitare di provarla nuovamente, creiamo una sorta di isolamento emotivo relativo a tutte le situazioni affini. Questo può accadere anche per eventi positivi, ad esempio se da bambina ho provato un’intensa gioia, o eccitazione, per qualcosa che mi era proibito dagli adulti, cui è seguito un evento molto doloroso, che io ho collegato alla mia trasgressione, attribuendomene la colpa. Per proteggermi posso decidere di non lasciarmi più andare a sensazioni od emozioni così travolgenti. Teniamo a mente che sto parlando di scelte compiute ad un’età in cui la capacità di analisi della realtà non è certo accurata ed anzi, è largamente influenzata da aspetti emotivi; scelte di cui poi, in età adulta, non ho consapevolezza.

Sono solo due possibilità, e certamente ve ne sono delle altre. In molti casi, in terapia, si scopre che non provare niente è in realtà un’emozione, o quantomeno la presenza di un’emozione così forte da prenderne le distanze*. Nel primo caso invece, il non provare nulla può portarci ad una riflessione importante e costruttiva sulle nostre priorità e sui nostri bisogni.

Val sempre la pena di chiederci perché ci accade quello che ci accade.

*Vedi Erskine e Moursund, Integrative psychoterapy in action, cap. 11.

Gravidanza ed umori imprevedibili: cosa mi succede?

Siete in attesa di un bambino. 

Forse lo avete cercato a lungo, forse è arrivato subito, ma in ogni caso avete accolto questa gravidanza con gioia.

Adesso, però, le cose si stanno facendo strane. Avete sbalzi d’umore, alle volte piangete all’improvviso; vi sentite più vulnerabili, più sensibili.

Perché accade tutto ciò? Siamo abituate a sentirci rispondere ‘Sono gli ormoni’, ma sappiamo davvero perché accade?

Non è un effetto indesiderato, o collaterale; no, non siete voi che avete qualcosa che non va, e no, non è strano che non siate sempre raggianti e splendide. Quello che vi accade ha un senso.

Parliamone assieme e diamo un significato alle esperienze emotive che state attraversando.

Giovedì 31 gennaio, ore 20 – 21.30.

Studio di psicologia di Via Romagna, 30.

L’evento è gratuito; è gentilmente richiesta la prenotazione:

  • mail: scrivimi@vadointerapia.it
  • cell o what’s up allo 33969154379
  • compilando il form sottostante

Genitori e solitudine.



Immaginiamoci la vita dei neogenitori. Mi concentrerò sulle madri, per il semplice fatto che, nella società italiana, sono loro a dedicarsi ai figli per la maggior parte del tempo; dal punto di vista dell’accudimento immediato questo è abbastanza naturale nei primi mesi, essendo loro coinvolte nella simbiosi col bimbo che è cresciuto nel loro grembo per 40 settimane. Ci tengo a specificare tuttavia, per tutelarmi da fraintendimenti così culturalmente diffusi e, direi, accettati, che questo non significa in alcun modo che in quei mesi il padre abbia un ruolo marginale; tutt’altro, è fondamentale.

Veniamo ora alla solitudine. Mi occuperò di due temi: la rete sociale della madre, ed il ruolo prezioso ed irrinunciabile (per ora solo idealmente, ahimè) del padre.

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Fragilità o sensibilità? Pregiudizi e paure.

La sensibilità, per come la intendiamo, è la propensione di una persona ad essere emotivamente smossa da fatti, interazioni, emozioni cui partecipa o anche solo assiste. Diciamo che è sensibile una persona che dimostra frequentemente reazioni emotive, o ne ha di particolarmente intense.

L’ipersensibilita’ è un tratto presente in circa il 20% della popolazione. La persona altamente sensibile è caratterizzata da un’elevatissima recettività agli stimoli, non solo emotivi, ma anche sensoriali. Rumori forti, immagini molto vivide, sensazioni tattili intense possono essere fonte di disagio o fastidio, proprio per l’elevata sensibilità percettiva. Lo si può osservare già da neonati: un bambino con queste caratteristiche sarà un neonato facilmente disturbato da suoni e rumori, che per dormire ha bisogno di più tranquillità o di costante protezione (se fuori casa, dorme solo tra le braccia), che piange tanto in reazione a variazioni anche piccole del suo ambiente.

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Donne che subiscono e uomini che non sanno amare

Titolo banale, forse. Necessario, io credo.

Donne che subiscono violenza ce ne sono molte, troppe, ed hanno bisogno di aiuto, non solo nei centri che si dedicano proprio a questo, ma nella nostra società, che diciamolo, è ancora pervasa di elementi di violenza di genere. Certe idee diffuse sulle donne continuano a scorrere sotto alla pelle del politicamente corretto, e lo sappiamo tutti. E’ ben chiaro cosa deve fare o non fare una donna, cosa rischia ‘se’. Sappiamo anche (o almeno, dovremmo saperlo) che la violenza sulle donne quasi sempre avviene in casa, per mano di chi ti ama o ti ha amato, seppur sia discutibile il modo prescelto. Dunque è un problema che non riguarda me, perché mio marito mi tratta bene, nemmeno la mia vicina, la mia amica o la famiglia di fronte. Oh no. Riguarda TUTTI noi. Leggi tutto “Donne che subiscono e uomini che non sanno amare”

Studi Aperti: Genitori che non ce la fanno più e Depressione

In occasione della Giornata Nazionale della Psicologia, dal 4 al 14 ottobre gli psicologi della Lombardia apriranno i loro studi per colloqui gratuiti ed iniziative (sul sito www.opl.it potete trovare maggiori informazioni e tutte le iniziative).

Ho deciso di dedicare la giornata dell’11 ottobre a questi due temi Leggi tutto “Studi Aperti: Genitori che non ce la fanno più e Depressione”

Perché val sempre la pena di porci delle domande.

Fatevi molte domande. Vi state chiedendo perché?

Perché non c’è niente di meglio che porsi una domanda, per scoprire qualcosa che potremmo ritenere interessante, e magari usare per noi stessi, per rendere la nostra vita più…(serena, realizzata, interessante, ognuno ci metta l’aggettivo che preferisce, secondo il proprio temperamento).

A volte le domande fanno soffrire, vero? In realtà non é proprio così che vanno le cose. Leggi tutto “Perché val sempre la pena di porci delle domande.”

Eventi gratuiti settembre -ottobre.

Rientro dalle vacanze: un buon momento per fermarci e riflettere su quello che per noi è importante e su quello di cui abbiamo bisogno nella nostra quotidianità.

Queste le proposte per settembre ed ottobre:

Giovedi 20 settembre 2018, ore 19. Bellezza ed immagine di sé.

Riflessioni sul significato della bellezza, sul valore profondamente soggettivo che essa ha, sul modo in cui lo applichiamo a noi stessi o agli altri, e cosa questo comporti per la nostra immagine di noi e per le nostre relazioni.

Giovedì 27 settembre, ore 19. Genitori che non ce la fanno più.

Incontro aperto a tutti quei genitori che si sono sentiti ‘al limite’, ai genitori molto stanchi, ed a quelli a cui sembra che capiti solo a loro. Non è così. Il ruolo di genitore è cambiato negli ultimi anni; vediamo assieme cosa questo comporti.

Giovedi 11 ottobre 2018, ore 19. La depressione

Un male oscuro, che nell’immaginario collettivo è ancora considerato un ‘male minore’, che passerà col tempo ed un po’ di impegno. Tuttavia, è qualcosa che quasi tutti gli esseri umani sperimentano almeno una volta, nell’arco della loro vita.

Giovedì 25 ottobre 2018, ore 19. Università infinita: perché non riesco a dare gli esami?

La bella vita da studenti… è fatta di duri traguardi ed una serie continua di giudizi. Molti si bloccano lungo la via, per un motivo o per l’altro. Quest’incontro è aperto a tutti gli studenti che vivono questa difficile situazione.

Gli incontri sono strutturati quali gruppi di discussione esperienziali.

Tutti gli eventi sono gratuiti ed avranno luogo dalle 19 alle 20.30 nello studio di psicologia sito a Monza, in viale Romagna 30. E’ gradita la prenotazione:

  • Telefonicamente: 3396915479
  • Sms o WhatsApp: 3396925479
  • Mail: scrivimi@vadointerapia.it
  • Tramite il form sottostante