Con te o senza di te; ovvero, quanto difficile sia mantenere la giusta distanza nelle relazioni.

Stare con te, o stare senza di te: è un problema che ci si pone prestissimo. Un bambino cresce via via che acquisisce distanza dalla madre, ma farlo non è così semplice. Il solo accorgersi di essere una persona a se stante è cosa complessa, che richiede molto tempo; se il tempo manca, il bambino prova angoscia.

Angosciante, però, può essere anche vivere con la presenza costante di qualcuno che ci protegge, quando abbiamo l’età per cavarcela da soli.

Stare in relazione con qualcuno, qualunque sia il tipo di relazione, richiede un delicato assestamento di equilibri. Leggi tutto “Con te o senza di te; ovvero, quanto difficile sia mantenere la giusta distanza nelle relazioni.”

Non riesco a separarmi

Alle volte interrompere una storia è difficilissimo. Non è tanto il chiudere la relazione, ma lo staccarsi emotivamente da quella persona. ‘Lo so che non mi fa bene stare con lei/ lui, ma continuo ad averne bisogno’.

Vediamo perché.

Capita a molte persone di ritrovarsi incastrate in una relazione sentimentale che all’inizio era bellissima, intensa, speciale, ma col tempo diviene fonte di sofferenza; nonostante questo, staccarsi dal partner è difficile, la lontananza provoca tristezza o proprio angoscia.

Avvertiamo una netta contraddizione tra ciò che ci dice la razionalità, ovvero ‘devo staccarmi subito!’, da quello che invece sentiamo nella ‘pancia’, o nel petto, un forte, fortissimo bisogno di quella persona. Da un lato so che la relazione con lei o lui mi fa del male (alle volte, avviene anche con partner che ci aggrediscono verbalmente o fisicamente), dall’altro la sola idea di non esserne amato mi manda nella disperazione.

È così che ci blocchiamo in una situazione che sembra non avere uscita. Facilmente subentra un duro giudizio verso noi stessi: se continuo a volere questa persona con cui sto male, evidentemente sono uno stupido; sono io ad avere qualcosa che non va. Oppure, è evidente che si tratta di un sentimento troppo profondo, e quindi devo ‘aggiustare’ qualcosa per salvare la relazione. In questo modo, oscilliamo dolorosamente tra due posizioni, entrambe per noi insostenibili.

L’idea che un sentimento, se molto ‘profondo’, sia buono e prezioso, nelle relazioni, può portare a situazioni paradossalmente difficili. Perché?

Un sentimento profondo è per me molto importante, questo tuttavia non significa che vada seguito ciecamente. Vi sono sentimenti profondi, intensi e viscerali che nascondono bisogni risalenti alla nostra prima infanzia. Molto spesso, quando proviamo uno di questi sentimenti travolgenti, che sembrano avere il sopravvento sulla nostra razionalità, significa che è stato toccato ed accarezzato uno Stato dell’Io Bambino, molto antico e molto bisognoso. Se nel nostro passato di bambini, per qualsivoglia motivo, è rimasto un bisogno di amore e riconoscimenti insoddisfatto, saremo inconsapevolmente alla ricerca di un modo per colmarlo. Molto spesso pensiamo che il giusto amante possa farlo. Quanti di noi hanno ad un certo punto creduto che, trovando l’amore, saranno sereni e felici per il resto della loro vita? È semplice, basta trovare l’amore perfetto.

È un’idea infantile? Certo, perché tale è lo Stato dell’Io che soggiace a questo pensiero: piccolo, irrazionale, bisognoso; meglio, estremamente bisognoso. Proprio perché viene toccato un nostro modo modo di sentire, pensare e comportarci molto antico, la nostra capacità di esaminare questa relazione e di fare scelte al riguardo è ridotta, proprio come quella di un bambino, che accetta e cerca qualunque forma di amore possa trovare, anche una che non lo fa crescere, perché il bisogno di essere amato è preponderante.

Dall’altra parte, il perdere questa forma d’amore, per quanto dolore possa comportare, è inammissibile, perché troppo è il bisogno che ne abbiamo.

Per uscire da questo bivio intollerabile del ‘soffro con te’ o ‘soffro senza di te’, dobbiamo trovare il modo di colmare quel bisogno e rassicurare quella parte di noi, che fino ad ora non sapevamo di avere, disperatamente affamata di cure ed amore. Questo ci permette di rimettere tutte le nostre capacità di adulti al timone di quella nave che cercherà una relazione d’amore buona per noi, che ci dia amore e riconoscimento, assieme a spazio per crescere e autonomia, infine sicurezza di avere un compagno nella vita, mai perfetto, ma costantemente desideroso di stare con noi.

Sembra difficile? In un certo senso, è più complicato da spiegare, che da fare; il motivo è che nel momento in cui vediamo chiaramente che esiste un modo per avere amore e rispetto, faremo tutto quello che possiamo per ottenerlo. Quello che rende difficile uscire dal ‘bivio’ per adottare un altro punto di vista, è l’intensità del bisogno di amore; e la risposta è sì, possiamo, tutti, imparare a prendercene cura.

Parlarsi e non capirsi. Comunicare bene nella relazione.

Si dice spesso che nella coppia è importante comunicare, e che la comunicazione risolve molti problemi. Al riguardo, va precisato che:

  • la comunicazione è sì importante, ma sopravvalutata; vi sono anche altri aspetti molto rilevanti per mantenere una buona relazione;
  • molte volte comunichiamo, sì, ma come lo facciamo? Molte volte ci parliamo senza capirci.

Molte incomprensioni si basano sulla nostra scarsa capacità di comunicare.

Come funziona la comunicazione?

  1. La comunicazione non è fatta solo di parole. Comunichiamo moltissime informazioni con l’espressione del nostro viso, con il modo di muoversi e con la postura, nonché con il tono della voce. A livello di relazione, cioè di contenuti affettivi, questi sono gli aspetti più importanti. Per rendercene conto, farò un esempio estremo, la comunicazione con un cane. Se dico al mio cane che è orribile e la odio, con il tono di voce con cui di solito le dico ‘vieni che andiamo a giocare e ti faccio le coccole!’, sorridendo e tendendo la mano verso di lei, lei si metterà a scodinzolare felice. E’ vero che un cane non distingue il significato delle parole. Ma immaginiamoci un esempio simile con un partner umano: ‘ti voglio bene’, detto con espressione serena o felice, guardando negli occhi, il corpo proteso verso di noi, o detto mentre di scorre distrattamente lo schermo del telefono.
  2. L’ascolto è parte integrante della comunicazione. Se voglio comunicare con qualcuno, devo essere disposto ad ascoltare. Dunque, posso parlare sinceramente e comunicare sia a parole sia con espressione, postura e tono di voce il mio messaggio, ma non servirà a molto se non ascolto; l’altro ha il suoi bisogni, che mi comunicherà, ed avrà bisogno di sentirsi capito, ascoltato. Esattamente come ce l’ho io.
  3. La consapevolezza di come e cosa stiamo esprimendo. Alle volte non ci rendiamo conto dei messaggi che stiamo inviando, perché non siamo consapevoli delle emozioni ad essi collegate, che si esprimeranno ad ogni modo, attraverso tutti i segnali già visti: linguaggio del corpo, tono di voce, mimica facciale. Se sono convinto di comunicare un concetto, ma accanto ne sto comunicando un altro, come abbiamo visto gli aspetti paraverbali spiccheranno nella nostra comunicazione, portandoci all’incomprensione.
  4. Un altro problema sono i filtri che applichiamo, basati sulla nostra relazione con la persona in oggetto, o sulle esperienze precedenti che ad essa associamo. Alle volte comunichiamo convinti che riceveremo una risposta ben precisa, e senza rendercene conto, inseriamo nella nostra comunicazione l’emozione che proveremmo se davvero questo accadesse. In sostanza, comunichiamo come se fossimo in un film di cui già conosciamo il proseguimento, ‘mettendo le mani avanti’. Un’altra possibilità è che comunichiamo sulla base di un pregiudizio. Nella coppia ad esempio vi sono molti pregiudizi di genere, soprattutto sull’intimità sessuale. Il risultato è che il nostro partner non si sentirà capito, e facilmente la comunicazione finirà in litigio, con la sensazione comune di non sentirsi compresi.

Per migliorare la nostra comunicazione nella coppia, riflettiamo a fondo su questi elementi, mettendoci in discussione su come davvero stiamo comunicando.

Sto ascoltando i miei bisogni e le mie emozioni, e sto inviando un messaggio congruente?

Sono disposto ad ascoltare fino alla fine il mio partner, concedendogli il tempo di cui ha bisogno, e lasciando spazio alle sue emozioni, anche se non sono quelle che io mi aspetto?

Sono disposto a mettere da parte i miei pregiudizi, il mio bisogno di difendermi da un possibile dolore, ed a lasciare pieno diritto di espressione all’altro?

Non è semplice come potrebbe sembrare mettere al centro della nostra attenzione tutti questi aspetti, tuttavia, avendo la costanza e la motivazione a farlo di giorno in giorno, potremmo scoprire aspetti della nostra relazione nuovi ed importanti.

All’inizio di quest’articolo ho scritto che vi sono altri aspetti fondamentali oltre alla comunicazione, che talora mettiamo in secondo piano.

  • Il tempo. Troviamo un po’ del nostro tempo per l’altro, per quanto sia difficile, quando si ha un lavoro molto impegnativo, o quando si hanno dei figli. Il tempo per l’altro è sempre e comunque, in qualunque relazione, il regalo più grande.
  • Lasciamo campo libero a tutti gli aspetti che ci riguardano, ed a quelli dell’altro. Qualche esempio comune: non pensiamo che il nostro partner non si deve lamentare della mancanza d’affetto perché siamo assorbiti dai figli, ma consentiamogli di sentirsi messo da parte, triste, bisognoso. Non pensiamo che il nostro partner voglia per forza le nostre attenzioni, e se non è così non ci ama, ma prendiamo in considerazione il fatto che a volte si ha bisogno di solitudine e tranquillità. Lasciamo all’altro la possibilità di accedere a tutta la gamma delle emozioni e degli stati d’animo.
  • Il riconoscimento. Riconosciamo all’altro i suoi pregi, i suoi punti di forza; ricordiamogli cosa ci piace di lui o di lei, anche senza un motivo particolare. Esprimiamo apprezzamento per quello che fa, dentro e fuori casa. Pensiamo a quanto ci piace riceverlo a nostra volta, a quanto possa farci sentire importanti per l’altro, amati.

Molti altri esempi potrebbero venirci in mente. Quello che mi preme sottolineare è che mantenere una vita di coppia solida e fonte di piacere e nutrimento, è un impegno che noi prendiamo assieme al partner, con il quale decidiamo di condividere la nostra quotidianità, e di conseguenza i nostri momenti migliori così come quelli peggiori, le parti di noi di cui andiamo fieri, e quelle che non ci piacciono così tanto. Questo non significa che ogni coppia possa virtualmente funzionare; è solo il percorso, non sempre facile ma di certo appagante, che può portarci ad avere un compagno o una compagna di vita.

Istruzioni per l’uso: guastiamoci la serata, amore

Vi capitano quei momenti, o quelle giornate o serate, in cui pensate ‘Come vorrei aver trascorso questo tempo da solo’?

Quelle volte in cui parlate con qualcuno senza dire nulla?

Meglio ancora, quando nessuno ha detto nulla di che, ma vi sembra di aver ricevuto un pugno nella stomaco? Leggi tutto “Istruzioni per l’uso: guastiamoci la serata, amore”