L’autostima sfuggente

‘Voglio migliorare la mia autostima!’ Cerchiamo questa autostima con metodo, o con passione. Ricorriamo a corsi, meditazione, yoga, palestra. Ci impegniamo per venire riconosciuti raggiungendo grandi traguardi lavorativi, esibendo una vita sociale riuscita, una casa perfettamente arredata.

L’autostima però è particolarmente viscida, sguscia via da tutte le parti.

Non per nulla parliamo di auto-stima: una caratteristica che deve partire da noi, dal centro di quello che siamo, che guarda a se stesso e dice ‘sono ok’, come amiamo dire in Analisi Transazionale; ovvero, vado bene così come sono. Leggi tutto “L’autostima sfuggente”

Parlarsi e non capirsi. Comunicare bene nella relazione.

Si dice spesso che nella coppia è importante comunicare, e che la comunicazione risolve molti problemi. Al riguardo, va precisato che:

  • la comunicazione è sì importante, ma sopravvalutata; vi sono anche altri aspetti molto rilevanti per mantenere una buona relazione;
  • molte volte comunichiamo, sì, ma come lo facciamo? Molte volte ci parliamo senza capirci.

Molte incomprensioni si basano sulla nostra scarsa capacità di comunicare.

Come funziona la comunicazione?

  1. La comunicazione non è fatta solo di parole. Comunichiamo moltissime informazioni con l’espressione del nostro viso, con il modo di muoversi e con la postura, nonché con il tono della voce. A livello di relazione, cioè di contenuti affettivi, questi sono gli aspetti più importanti. Per rendercene conto, farò un esempio estremo, la comunicazione con un cane. Se dico al mio cane che è orribile e la odio, con il tono di voce con cui di solito le dico ‘vieni che andiamo a giocare e ti faccio le coccole!’, sorridendo e tendendo la mano verso di lei, lei si metterà a scodinzolare felice. E’ vero che un cane non distingue il significato delle parole. Ma immaginiamoci un esempio simile con un partner umano: ‘ti voglio bene’, detto con espressione serena o felice, guardando negli occhi, il corpo proteso verso di noi, o detto mentre di scorre distrattamente lo schermo del telefono.
  2. L’ascolto è parte integrante della comunicazione. Se voglio comunicare con qualcuno, devo essere disposto ad ascoltare. Dunque, posso parlare sinceramente e comunicare sia a parole sia con espressione, postura e tono di voce il mio messaggio, ma non servirà a molto se non ascolto; l’altro ha il suoi bisogni, che mi comunicherà, ed avrà bisogno di sentirsi capito, ascoltato. Esattamente come ce l’ho io.
  3. La consapevolezza di come e cosa stiamo esprimendo. Alle volte non ci rendiamo conto dei messaggi che stiamo inviando, perché non siamo consapevoli delle emozioni ad essi collegate, che si esprimeranno ad ogni modo, attraverso tutti i segnali già visti: linguaggio del corpo, tono di voce, mimica facciale. Se sono convinto di comunicare un concetto, ma accanto ne sto comunicando un altro, come abbiamo visto gli aspetti paraverbali spiccheranno nella nostra comunicazione, portandoci all’incomprensione.
  4. Un altro problema sono i filtri che applichiamo, basati sulla nostra relazione con la persona in oggetto, o sulle esperienze precedenti che ad essa associamo. Alle volte comunichiamo convinti che riceveremo una risposta ben precisa, e senza rendercene conto, inseriamo nella nostra comunicazione l’emozione che proveremmo se davvero questo accadesse. In sostanza, comunichiamo come se fossimo in un film di cui già conosciamo il proseguimento, ‘mettendo le mani avanti’. Un’altra possibilità è che comunichiamo sulla base di un pregiudizio. Nella coppia ad esempio vi sono molti pregiudizi di genere, soprattutto sull’intimità sessuale. Il risultato è che il nostro partner non si sentirà capito, e facilmente la comunicazione finirà in litigio, con la sensazione comune di non sentirsi compresi.

Per migliorare la nostra comunicazione nella coppia, riflettiamo a fondo su questi elementi, mettendoci in discussione su come davvero stiamo comunicando.

Sto ascoltando i miei bisogni e le mie emozioni, e sto inviando un messaggio congruente?

Sono disposto ad ascoltare fino alla fine il mio partner, concedendogli il tempo di cui ha bisogno, e lasciando spazio alle sue emozioni, anche se non sono quelle che io mi aspetto?

Sono disposto a mettere da parte i miei pregiudizi, il mio bisogno di difendermi da un possibile dolore, ed a lasciare pieno diritto di espressione all’altro?

Non è semplice come potrebbe sembrare mettere al centro della nostra attenzione tutti questi aspetti, tuttavia, avendo la costanza e la motivazione a farlo di giorno in giorno, potremmo scoprire aspetti della nostra relazione nuovi ed importanti.

All’inizio di quest’articolo ho scritto che vi sono altri aspetti fondamentali oltre alla comunicazione, che talora mettiamo in secondo piano.

  • Il tempo. Troviamo un po’ del nostro tempo per l’altro, per quanto sia difficile, quando si ha un lavoro molto impegnativo, o quando si hanno dei figli. Il tempo per l’altro è sempre e comunque, in qualunque relazione, il regalo più grande.
  • Lasciamo campo libero a tutti gli aspetti che ci riguardano, ed a quelli dell’altro. Qualche esempio comune: non pensiamo che il nostro partner non si deve lamentare della mancanza d’affetto perché siamo assorbiti dai figli, ma consentiamogli di sentirsi messo da parte, triste, bisognoso. Non pensiamo che il nostro partner voglia per forza le nostre attenzioni, e se non è così non ci ama, ma prendiamo in considerazione il fatto che a volte si ha bisogno di solitudine e tranquillità. Lasciamo all’altro la possibilità di accedere a tutta la gamma delle emozioni e degli stati d’animo.
  • Il riconoscimento. Riconosciamo all’altro i suoi pregi, i suoi punti di forza; ricordiamogli cosa ci piace di lui o di lei, anche senza un motivo particolare. Esprimiamo apprezzamento per quello che fa, dentro e fuori casa. Pensiamo a quanto ci piace riceverlo a nostra volta, a quanto possa farci sentire importanti per l’altro, amati.

Molti altri esempi potrebbero venirci in mente. Quello che mi preme sottolineare è che mantenere una vita di coppia solida e fonte di piacere e nutrimento, è un impegno che noi prendiamo assieme al partner, con il quale decidiamo di condividere la nostra quotidianità, e di conseguenza i nostri momenti migliori così come quelli peggiori, le parti di noi di cui andiamo fieri, e quelle che non ci piacciono così tanto. Questo non significa che ogni coppia possa virtualmente funzionare; è solo il percorso, non sempre facile ma di certo appagante, che può portarci ad avere un compagno o una compagna di vita.

Il valore del tempo

Pensiamo di dare il giusto valore al tempo quando lo sfruttiamo bene, cioè facciamo abbastanza cose che riteniamo abbastanza buone. Perdere tempo è un’espressione cui diamo una connotazione negativa: c’è così poco tempo, ed io lo sto sprecando. Non va bene.

Il problema si pone quando siamo così preoccupati di non sprecare tempo, che finiamo per riempirlo in modo ossessivo. Devo fare qualcosa di utile, non posso perdere tempo. Ho tante cose da fare. Ma come stiamo impiegando il nostro tempo?

E’ vero che il tempo è una risorsa, ma scarseggia davvero come noi crediamo? Molte volte, presi dalla smania di fare, non facciamo quello di cui abbiamo realmente bisogno e/o desiderio. Pensiamo a tutte le volte in cui ci diamo da fare ottenendo, a fine giornata, la sensazione di non aver combinato niente. Di solito succede perché abbiamo sì fatto tante cose, senza tuttavia dare ascolto a bisogni e desideri.

Oppure pensiamo a quando ciondoliamo tutto il giorno, sentendoci a fine giornata stanchi ed insoddisfatti. Abbiamo scelto attività che ci piacevano? Può anche essere che la risposta sia affermativa; tuttavia, non ci siamo permessi di godercele, ripetendoci che stavamo perdendo tempo invece di …(lavorare, pulire casa, fare la spesa, cucinare il pasto per domani, allenarci…)

Per vivere bene e serenamente abbiamo bisogno di impiegare il nostro tempo, dando spazio a tutto ciò che di importante abbiamo: il lavoro; il piacere; il riposo; la cura di noi stessi. Per fare questo, abbiamo bisogno di rimanere in contatto con tutte le parti di noi. Non è ancora sufficiente, tuttavia, dare il giusto spazio a tutti questi aspetti, rispettando i nostri doveri, il nostro bisogno di riposo e cura, e quello di piacere e relax.

Dobbiamo anche liberarci dalle regole interneche ci portano ad occuparci solo di un aspetto (ad esempio il lavoro), o a lasciarne fuori uno (ad esempio) il riposo. Se infatti mi permetto di leggere un libro sul divano, ma nel contempo la voce genitoriale dentro di me (vedi a questo proposito gli Stati dell’Io) continua a criticare la mia scelta, probabilmente anziché rilassarmi mi sentirò nervosa o triste.

Se non mi permetto di riposare o dedicarmi un buon pasto perché penso di dover lavorare sodo e ‘non perdere tempo’, allora probabilmente ho interiorizzato questi messaggi nel mio copione di vita, oppure ho preso queste decisioni copionali quale risposta adattiva alle esperienze importanti vissute da bambino. Similmente, se non mi permetto mai attività piacevoli, o me le permetto solo a discapito di pesanti sensi di colpa, sto probabilmente vivendo un messaggio che mi impone di non provare piacere.

Prendere consapevolezza di questi messaggi, e sceglierne degli altri, mi aiuterà a vivere soddisfacendo i miei bisogni e raggiungendo al contempo gli obiettivi importanti per me.